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Raimondello Orsini Tower

Lecce, Italy Historical landmark

One of the Best Places To Visits in Soleto Frequently mentioned in reviews: Top-rated.online cuts through the clutter, highlighting only the reviews that are most helpful, earn the most likes, or come from the most active contributors. La Orsiniana è uno di quei monumenti che, se li becchi ingabbiati nelle impalcature — come è successo a me — senti comunque che hanno un’anima grossa, antica, e pure un po’ arrogante. E fa bene ad esserlo: è il simbolo del paese, il suo grattacielo medievale, il suo “guardami, ché qui la storia non scherza”. Voluta tra XIV e XV secolo da Raimondello Orsini del Balzo, Principe di Taranto e Conte di Soleto, la fu affidata a Francesco Colaci da Surbo, uno di quelli che sapevano scolpire la come si scrive poesia. E infatti, se io ho potuto vederla solo tramite foto — dal vivo era tutta avvolta da una gabbia di tubi e teli — si percepisce immediatamente quanto sia un’opera fuori scala. Parliamo di 45 metri di verticalità, cinque ordini che salgono uno sopra l’altro come una sfida al cielo, e un cupolino finale ricoperto da maioliche policrome, installate nel tempo per proteggere la struttura dopo che i fulmini l’avevano fatta crollare più volte. Madre natura un po’ ci provava, insomma, ma la è testarda, come la sua gente. I primi due piani sobri, quasi austeri, perché inglobano ciò che resta del vecchio medievale. Ma dal terzo in poi… cambia tutto. Le quattro bifore scolpite leccese un tripudio di forme: motivi vegetali, animali, piccole figure che spuntano come segreti lasciati lì da mani antiche. Le mensole e gli archetti decorati da testine scolpite — visi muti che reggono il peso dei secoli. E poi ci loro: i quattro grifi, guardiani di che sporgono dalla cornice, come se stessero ancora controllando l’ingresso al paese. Sul terzo ordine compaiono gli stemmi: Orsini, Colonna, Brienne, Enghien… tutta la nobiltà che contava all’epoca, incisa roccia come un proclama eterno. E infine c’è l’ultimo ordine, ottagonale: otto piccole bifore decorate con una finezza quasi maniacale, e agli angoli delle coppette in che un tempo venivano usate come lampade a olio, per far brillare il notte. Un effetto scenico che oggi ci sogneremmo. Io purtroppo non ho potuto ammirarla dal vivo, perché era completamente coperta dai lavori di restauro. Ma — devo dirlo — meglio così che vederla cadere a pezzi. Questi giganti vanno curati, restaurati, accarezzati dal tempo e dalle mani giuste. La consiglio, senza esitazioni. Perché, impalcature o no, la Orsiniana è un monumento che racconta secoli di storia, orgoglio e arte. Appena la riaprono e la liberano, merita di essere guardata dal basso verso l’alto finché ti viene il torcicollo. È uno di quei posti che ti ricordano quanto siamo piccoli — e quanto, nonostante tutto, sappiamo costruire cose enormi. Con i suoi 45 metri svetta in alto come vedetta del paese. Datata nel 14 ° sec. per volere di Raimondello Orsini del Balzo. Come attenti guardiani, quattro grifi si affacciano dalla cornice guglia. Un capolavoro del 1300 in un piccolo paese che conserva gioielli. Archetti, volute, mostri alati rimandano alle fantasie medievali! Dispiace non aver potuto visitare l'interno c'era un Matrimonio Un bellissimo esempio di arte gotica nel Salento Stupefacente sovrasta tutto In diretta da Soleto... MAGIA O INGEGNERIA? Chi afferma che il di Lecce, che è sicuramente il più alto, sia il più bello provincia, non conosce quello di Soleto (e ci metto dentro quello di Maglie, firmato Zimbalo). In realtà non ha torto perché, nel caso di Soleto, si tratta di una torre gentilizia annessa alla chiesa matrice, che ha un vero campanile, ma su tutti i siti e tradizione popolare la viene considerata, per semplificazione, "il campanile". Allora diciamo che, in una ideale classifica sulla bellezza dei monumenti svettanti, la vince a mani basse. Formule magiche o fine cesello di abilissimi scultori? Troppo bello per essere realizzato da mani umane? La leggenda sulla degli Orsini racconta che i demoni ricorsero a ogni potere soprannaturale per completare l'opera in una notte, come era stato loro ordinato dal mago Matteo Tafuri, filosofo e alchimista, realmente esistito. Il primo raggio di sole, però, li sorprese mentre si compiacevano loro opera e li imprigionò per sempre pietra. In realtà il campanile, o meglio, la gentilizia casata degli Orsini del Balzo, fu realizzata quasi un secolo prima nascita del mago Tafuri. È stata progettata con grande perizia e realizzata su cinque ordini ben distinguibili. Il primo, la base, è solo spoglia e compatta, come esce dalla cava, per dare solidità; le decorazioni si accentuano al salire costruzione. Il bello, concentrato in alto, rispondeva al fatto che era la parte che sarebbe stata più visibile in tutto il centro abitato: il segno potenza casata. Dal terzo piano in su è un tripudio di merletti di pietra, colonne, capitelli, figure mostruose mitologiche, maschere antropomorfe (i demoni imprigionati leggenda). la sua pendenza, quasi impercettibile, sarebbe una caratteristica magica. La sua bellezza non dipende solo dai decori e dallo stile gotico, ma dal rapporto larghezza, molto contenuta, base in relazione all'altezza del monumento. I lati stretti conferiscono alla costruzione una snellezza unica. È un'opera che toglie fiato, specie se osservata nel tardo pomeriggio, quando l'inclinazione luce, color miele, favorisce il gioco del chiaroscuro, o di sera, sotto i riflettori. (Guglia degli Orsini del Balzo a Soleto - È annoverato fra i più bei campanili del mondo) gotico di Soleto. La leggenda narra che é stato costruito in una notte sola da Matteo Tafuri con l'aiuto di streghe, stregoni e demoni che alle prime luci del sole si trasformati in pietra, ben visibili agli angoli del campanile. La più bella in assoluto Provincia di Lecce. All'interno chiesa troverete tutti gli altari restaurati e riportati al loro stato naturale cioé alla pietra. Prima erano pitturato di una tinta simil marmo. L'altare principale é bellissimo. Molti altari stati sponsorizzati da gente locale e riportati alla loro bellezza originale. Molte tele e poi un organo molto significativo. Vi consiglio una visita! La leggenda legata a questa narra che è stata costruita in un sola notte da streghe e demoni, al sorgere del sole 4 di essi non hanno fatto in tempo a dileguarsi e rimasti pietrificati, ancora visibili ai 4 angoli. La di Soleto ha una datazione non certa, alcuni scritti settecenteschi, menzionano un'epigrafe, attualmente smarrita, posta forse sul parapetto terminale con la dicitura "Magister Franciscus Colaci / Suburbien MCCCXCVII". Gli ultimi studi, sulla base di comparazioni stilistiche e ricerche documentarie, spostano la costruzione 'Guglia' al XV secolo sotto la committenza del figlio di Raimondello, il principe Giannantonio Del Balzo Orsini. La credenza popolare, attribuisce la costruzione bellissima all'alchimista Matteo Tafuri, il quale sfruttando maestranze magico-demoniache, che agivano sotto il suo comando. Architettura di incomparabile bellezza, in stile gotico pugliese, è possibile ammirarlo golden hour in cui la leccese risplende assumendo una tonalità ocra Non abbiamo visitato la ma la chiesa affiancata (collegiata di S. Maria Assinta), visitabile liberamente. La è molto bella da vedere e fotografare dall'esterno. Website change monitoring Monitor any webpage for changes – get instant email alerts when prices drop, new jobs are posted, products come back in stock, or competitors update their sites. See how the number of reviews and average review scores have changed over time.

One of the Best Places To Visits in Soleto Frequently mentioned in reviews: Top-rated.online cuts through the clutter, highlighting only the reviews that are most helpful, earn the most likes, or come from the most active contributors. La Orsiniana è uno di quei monumenti che, se li becchi ingabbiati nelle impalcature — come è successo a me — senti comunque che hanno un’anima grossa, antica, e pure un po’ arrogante. E fa bene ad esserlo: è il simbolo del paese, il suo grattacielo medievale, il suo “guardami, ché qui la storia non scherza”. Voluta tra XIV e XV secolo da Raimondello Orsini del Balzo, Principe di Taranto e Conte di Soleto, la fu affidata a Francesco Colaci da Surbo, uno di quelli che sapevano scolpire la come si scrive poesia. E infatti, se io ho potuto vederla solo tramite foto — dal vivo era tutta avvolta da una gabbia di tubi e teli — si percepisce immediatamente quanto sia un’opera fuori scala. Parliamo di 45 metri di verticalità, cinque ordini che salgono uno sopra l’altro come una sfida al cielo, e un cupolino finale ricoperto da maioliche policrome, installate nel tempo per proteggere la struttura dopo che i fulmini l’avevano fatta crollare più volte. Madre natura un po’ ci provava, insomma, ma la è testarda, come la sua gente. I primi due piani sobri, quasi austeri, perché inglobano ciò che resta del vecchio medievale. Ma dal terzo in poi… cambia tutto. Le quattro bifore scolpite leccese un tripudio di forme: motivi vegetali, animali, piccole figure che spuntano come segreti lasciati lì da mani antiche. Le mensole e gli archetti decorati da testine scolpite — visi muti che reggono il peso dei secoli. E poi ci loro: i quattro grifi, guardiani di che sporgono dalla cornice, come se stessero ancora controllando l’ingresso al paese. Sul terzo ordine compaiono gli stemmi: Orsini, Colonna, Brienne, Enghien… tutta la nobiltà che contava all’epoca, incisa roccia come un proclama eterno. E infine c’è l’ultimo ordine, ottagonale: otto piccole bifore decorate con una finezza quasi maniacale, e agli angoli delle coppette in che un tempo venivano usate come lampade a olio, per far brillare il notte. Un effetto scenico che oggi ci sogneremmo. Io purtroppo non ho potuto ammirarla dal vivo, perché era completamente coperta dai lavori di restauro. Ma — devo dirlo — meglio così che vederla cadere a pezzi. Questi giganti vanno curati, restaurati, accarezzati dal tempo e dalle mani giuste. La consiglio, senza esitazioni. Perché, impalcature o no, la Orsiniana è un monumento che racconta secoli di storia, orgoglio e arte. Appena la riaprono e la liberano, merita di essere guardata dal basso verso l’alto finché ti viene il torcicollo. È uno di quei posti che ti ricordano quanto siamo piccoli — e quanto, nonostante tutto, sappiamo costruire cose enormi. Con i suoi 45 metri svetta in alto come vedetta del paese. Datata nel 14 ° sec. per volere di Raimondello Orsini del Balzo. Come attenti guardiani, quattro grifi si affacciano dalla cornice guglia. Un capolavoro del 1300 in un piccolo paese che conserva gioielli. Archetti, volute, mostri alati rimandano alle fantasie medievali! Dispiace non aver potuto visitare l'interno c'era un Matrimonio Un bellissimo esempio di arte gotica nel Salento Stupefacente sovrasta tutto In diretta da Soleto... MAGIA O INGEGNERIA? Chi afferma che il di Lecce, che è sicuramente il più alto, sia il più bello provincia, non conosce quello di Soleto (e ci metto dentro quello di Maglie, firmato Zimbalo). In realtà non ha torto perché, nel caso di Soleto, si tratta di una torre gentilizia annessa alla chiesa matrice, che ha un vero campanile, ma su tutti i siti e tradizione popolare la viene considerata, per semplificazione, "il campanile". Allora diciamo che, in una ideale classifica sulla bellezza dei monumenti svettanti, la vince a mani basse. Formule magiche o fine cesello di abilissimi scultori? Troppo bello per essere realizzato da mani umane? La leggenda sulla degli Orsini racconta che i demoni ricorsero a ogni potere soprannaturale per completare l'opera in una notte, come era stato loro ordinato dal mago Matteo Tafuri, filosofo e alchimista, realmente esistito. Il primo raggio di sole, però, li sorprese mentre si compiacevano loro opera e li imprigionò per sempre pietra. In realtà il campanile, o meglio, la gentilizia casata degli Orsini del Balzo, fu realizzata quasi un secolo prima nascita del mago Tafuri. È stata progettata con grande perizia e realizzata su cinque ordini ben distinguibili. Il primo, la base, è solo spoglia e compatta, come esce dalla cava, per dare solidità; le decorazioni si accentuano al salire costruzione. Il bello, concentrato in alto, rispondeva al fatto che era la parte che sarebbe stata più visibile in tutto il centro abitato: il segno potenza casata. Dal terzo piano in su è un tripudio di merletti di pietra, colonne, capitelli, figure mostruose mitologiche, maschere antropomorfe (i demoni imprigionati leggenda). la sua pendenza, quasi impercettibile, sarebbe una caratteristica magica. La sua bellezza non dipende solo dai decori e dallo stile gotico, ma dal rapporto larghezza, molto contenuta, base in relazione all'altezza del monumento. I lati stretti conferiscono alla costruzione una snellezza unica. È un'opera che toglie fiato, specie se osservata nel tardo pomeriggio, quando l'inclinazione luce, color miele, favorisce il gioco del chiaroscuro, o di sera, sotto i riflettori. (Guglia degli Orsini del Balzo a Soleto - È annoverato fra i più bei campanili del mondo) gotico di Soleto. La leggenda narra che é stato costruito in una notte sola da Matteo Tafuri con l'aiuto di streghe, stregoni e demoni che alle prime luci del sole si trasformati in pietra, ben visibili agli angoli del campanile. La più bella in assoluto Provincia di Lecce. All'interno chiesa troverete tutti gli altari restaurati e riportati al loro stato naturale cioé alla pietra. Prima erano pitturato di una tinta simil marmo. L'altare principale é bellissimo. Molti altari stati sponsorizzati da gente locale e riportati alla loro bellezza originale. Molte tele e poi un organo molto significativo. Vi consiglio una visita! La leggenda legata a questa narra che è stata costruita in un sola notte da streghe e demoni, al sorgere del sole 4 di essi non hanno fatto in tempo a dileguarsi e rimasti pietrificati, ancora visibili ai 4 angoli. La di Soleto ha una datazione non certa, alcuni scritti settecenteschi, menzionano un'epigrafe, attualmente smarrita, posta forse sul parapetto terminale con la dicitura "Magister Franciscus Colaci / Suburbien MCCCXCVII". Gli ultimi studi, sulla base di comparazioni stilistiche e ricerche documentarie, spostano la costruzione 'Guglia' al XV secolo sotto la committenza del figlio di Raimondello, il principe Giannantonio Del Balzo Orsini. La credenza popolare, attribuisce la costruzione bellissima all'alchimista Matteo Tafuri, il quale sfruttando maestranze magico-demoniache, che agivano sotto il suo comando. Architettura di incomparabile bellezza, in stile gotico pugliese, è possibile ammirarlo golden hour in cui la leccese risplende assumendo una tonalità ocra Non abbiamo visitato la ma la chiesa affiancata (collegiata di S. Maria Assinta), visitabile liberamente. La è molto bella da vedere e fotografare dall'esterno. Website change monitoring Monitor any webpage for changes – get instant email alerts when prices drop, new jobs are posted, products come back in stock, or competitors update their sites. See how the number of reviews and average review scores have changed over time.

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